…E questa sera carica d’inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori…
S. Quasimodo
…E questa sera carica d’inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori…
S. Quasimodo

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.
Alda Merini - “La Terra Santa” 1983

Cliccando qui potrete leggere il mio racconto “Musa”, presente sul sito www.sinestetica.net della mia cara amica GAJA.
Gaja Cenciarelli : ha lavorato per anni in diverse case editrici e ora traduce dall’inglese narrativa e saggistica. È specializzata in letteratura irlandese e dei paesi anglofoni e scritture femminili. Suoi racconti sono apparsi sulle riviste «Accattone» e «Carta», in alcune antologie pubblicate (tra cui Allupa Allupa, DeriveApprodi, 2006) e in via di pubblicazione. È caporedattrice di vibrisselibri. Ha pubblicato due libri: Il cerchio (Edizioni Empirìa, 2003), ed Extra Omnes – L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi(Editrice Zona, 2006). Sta lavorando a un terzo romanzo. Il suo blog èsinestetica appunto.
Ma una cosa su tutte anche lei è un pò Margherita come me, e Bulkagov ringrazia…non poteva avere margherite migliori nel suo giardino. Oh no?
Cliccate sul link e su e capirete il perchè di questa bella foto/immagine di Jerry Uelsmann…
EPITAFFI, testo e video di Bianca Madeccia*. Voce recitante Irene Leo. Testo pubblicato in “Stagioni”, 2008, edizioni Lietocolle.
*Bianca Madeccia,
giornalista, dal 1990 al 2002 è stata redattrice di “Avvenimenti” dove, tra le altre cose, è stata responsabile dell’inserto letterario “Avvenimentilibri”.
E’ autrice della raccolta poetica “L’acqua e la pietra” (Lietocolle, 2007), di Tempo plaquette d’arte a tiratura limitata con fotografie di Carlo Porrini (IlFiloDiPartenope, 2009), Dei tre modi del camminarti (Collezione di sabbia, FiloDiPartenope, 2009) e del videopoema Vetro, (2009).
Suoi testi sono presenti in numerose antologie, tra le principali: “Fotoscritture” (Lietocolle 2005), “Stagioni” (Lietocolle 2007), “Roma verso Milano” (Lietocolle 2007), “Albergo Europa: camere comunicanti”, (Fondazione Eni Mattei, 2007), “Verba Agrestia” (Lietocolle, 2008), “Mundus. Poesie per un’etica del rifiuto” (Valtrend Editore, Napoli 2009), Carovana dei versi. Poesia in azione, (Abrigliasciolta, 2009).
Tra le sue pubblicazioni, il primo “Dizionario sessuato della lingua italiana” (Elettra Deiana, Bianca Madeccia, Marcella Mariani, Silverio Novelli e Edgardo Pellegrini ed. LIE, 1994) .
E’ redattrice della rivista di letteratura comparata “Matelda” e collabora con “La Mosca”, rivista di poesia, arte e filosofia.
Dal 2008 è direttrice artistica del Festival nazionale di poesia contemporanea “Silenzi in forma di poesia”.
Cura in rete “Epitaffi in video” un canale di reading di poesia d’autore.
Suoi poemi visuali sono stati esposti nel 2006 e 2008 alla Biennale di Londra.
Si sono occupati del suo lavoro: Angelo Favaro, Aky Vetere, Fortuna della Porta, Franco Vivona, Annamaria Ferramosca, Giovanni Nuscis, Ivano Mugnaini, Luciano Pagano, Mimmo Grasso, Leone D’Ambrosio, Cristina Contilli, Raffaele Piazza, Daniela Raimondi, Victoria Surliuga, Giorgio Bàrberi Squarotti, Maurizio Cucchi.
PS: Ringrazio Bianca per aver avermi invitata a toccare con la mia voce le sue parole, i suoi versi di veli e punte…

Immagine della rete
I singhiozzi lunghi
dei violini d’autunno
mi feriscono il cuore
con languore
monotono.
Ansimante
e smorto, quando
l’ora rintocca,
io mi ricordo
dei giorni antichi
e piango;
e me ne vado
nel vento ostile
che mi trascina
di qua e di là
come la foglia
morta.
Paul Verlaine
Irene Leo legge Antonella Anedda. Versi tratti dalla lirica: “Donna che scrive”- Dal balcone del corpo, Mondadori, 2007. Regia e montaggio video a cura di Irene leo , soundtrack “Fly”- L. Einaudi.
PASSEGGIANDO SULLA LUNA Notte Bianca a Melpignano, 11 luglio 2009.

“Per fare poesia, una sola cosa è necessaria…TUTTO!”
Son morto con altri cento, son morto ch’ ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento….
Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…
Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…
Bambino Nel Vento (Auschwitz)
Francesco Guccini
P.S:
Invochiamola questa Pace. Ve ne prego facciamolo assieme, oggi 27 gennaio giornata della memoria, e sempre. Perchè cessi il massacro e dagli errori si tragga saggezza.
Vi invito a non dimenticare, ad allertare i sensi verso la pace, sempre, ad abbattere le diffidenze e le altezze tra le persone. Siamo tutti uguali, figli dello stesso spazio tempo. Ad allontanare le paure, a seppellire l’ignoranza miccia di molti fraintendimenti e di guerre… Noi siamo il mondo, noi abbiamo il dovere di renderlo un posto migliore per noi e per chi ci sarà dopo noi. Lo dobbiamo alla vita, lo dobbiamo a quel lato buono del mondo, che è sepolto in fondo al male, nascosto ed obliato ma c’è. E’ un dovere ancor prima di un diritto.
Silent Day, nasce nell’after Day della memoria, per non distogliere l’attenzione nè coprire il valore fondamentale e primario della memoria storica come incipit per un evoluzione sociale e civile verso il miglioramento. Non si può far finta di nulla. Silent Day non nasce prima della giornata della memoria perchè non è avverso a nulla, nè è contropartita, bensì si accompagna a tutte le manifestazioni che inducono il cuore alla riflessione alla pace alla non belligeranza. Perchè non esistono vincitori e vinti quando la morte si ferma negli occhi di mille e mille persone. Non c’è nessuna vittoria o ragione nelle bombe intelligenti che rimbalzano come un odierno ping pong di filosofie politiche. No. Silent Day è dalla parte dei piccoli, degli ultimi, degli innocenti, di chi non può difendersi, indipendentemente dai colori che indossa.
La Pace, quella vera non è armata, e rchiede uno sforzo maggiore, un apertura mentale notevole ed una volontà di far mutare le cose, ricostruendo sugli errori commessi e sulle ammissioni di colpa. Il seme del bene nasce e cresce solo dove c’è amore. Pertanto impariamo a vivere da persona rette e responsabili, e cominciamo dal nostro piccolo, dallo spazio attorno a noi (le cronache odierne ce lo raccontano purtroppo) a rispettare gli altri, pienamente. I bambini di tutto il pianeta hanno lo stesso sorriso, e le stesse lacrime.
E per favore: NON DIMENTICATE. MAI. “Vivere richiede uno sforzo maggiore del semplice respirare”, e l’indifferenza è l’unica vittima da colpire…seriamente.
Irene Leo
Poesia letta ed interpretata da Irene Leo , testo video e musica di Andrea Lucheroni http://www.jmarx.splinder.com