Archivio per la Categoria visioni

Fulmine di Irene Leo

Posted in Videoaudiopoesia, visioni con i tag , on Novembre 1, 2009 by ireneleo

“Epitaffi” – Bianca Madeccia & Irene Leo

Posted in Video_Poesia, Voci dall'etere, visioni con i tag , , on Agosto 23, 2009 by ireneleo

EPITAFFI, testo e video di Bianca Madeccia*. Voce recitante Irene Leo. Testo pubblicato in “Stagioni”, 2008,  edizioni Lietocolle.

 

*Bianca Madeccia, giornalista, dal 1990 al 2002 è stata redattrice di “Avvenimenti” dove, tra le altre cose, è stata responsabile dell’inserto letterario “Avvenimentilibri”.

E’ autrice della raccolta poetica “L’acqua e la pietra” (Lietocolle, 2007), di Tempo plaquette d’arte a tiratura limitata con fotografie di Carlo Porrini (IlFiloDiPartenope, 2009), Dei tre modi del camminarti (Collezione di sabbia, FiloDiPartenope, 2009) e del videopoema Vetro, (2009).

Suoi testi sono presenti in numerose antologie, tra le principali: “Fotoscritture” (Lietocolle 2005), “Stagioni” (Lietocolle 2007), “Roma verso Milano” (Lietocolle 2007), “Albergo Europa: camere comunicanti”, (Fondazione Eni Mattei, 2007), “Verba Agrestia” (Lietocolle, 2008), “Mundus. Poesie per un’etica del rifiuto” (Valtrend Editore, Napoli 2009), Carovana dei versi. Poesia in azione, (Abrigliasciolta, 2009).

Tra le sue pubblicazioni, il primo “Dizionario sessuato della lingua italiana” (Elettra Deiana, Bianca Madeccia, Marcella Mariani, Silverio Novelli e Edgardo Pellegrini ed. LIE, 1994) .

E’ redattrice della rivista di letteratura comparata “Matelda” e collabora con “La Mosca”, rivista di poesia, arte e filosofia.

Dal 2008 è direttrice artistica del Festival nazionale di poesia contemporanea “Silenzi in forma di poesia”.

Cura in rete “Epitaffi in video” un canale di reading di poesia d’autore.

Suoi poemi visuali sono stati esposti nel 2006 e 2008 alla Biennale di Londra.

Si sono occupati del suo lavoro: Angelo Favaro, Aky Vetere, Fortuna della Porta, Franco Vivona, Annamaria Ferramosca, Giovanni Nuscis, Ivano Mugnaini, Luciano Pagano, Mimmo Grasso, Leone D’Ambrosio, Cristina Contilli, Raffaele Piazza, Daniela Raimondi, Victoria Surliuga, Giorgio Bàrberi Squarotti, Maurizio Cucchi.

PS: Ringrazio Bianca per aver avermi invitata a toccare con la mia voce le sue parole, i suoi versi di veli e punte…

27 gennaio 2009-Giornata della Memoria

Posted in Dettaglio, Scheggia, Voci dall'etere, visioni on Gennaio 27, 2009 by ireneleo

Son morto con altri cento, son morto ch’ ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento….

Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…

Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

Bambino Nel Vento (Auschwitz)

Francesco Guccini

P.S:

Invochiamola questa Pace. Ve ne prego facciamolo assieme, oggi 27 gennaio giornata della memoria, e sempre. Perchè cessi il massacro e dagli errori si tragga saggezza.

Vi invito a non dimenticare, ad allertare i sensi verso la pace, sempre, ad abbattere le diffidenze e le altezze tra le persone. Siamo tutti uguali, figli dello stesso spazio tempo. Ad allontanare le paure, a seppellire l’ignoranza miccia di molti fraintendimenti e di guerre… Noi siamo il mondo, noi abbiamo il dovere di renderlo un posto migliore per noi e per chi ci sarà dopo noi. Lo dobbiamo alla vita, lo dobbiamo a quel lato buono del mondo, che è sepolto in fondo al male, nascosto ed obliato ma c’è. E’ un dovere ancor prima di un diritto.
Silent Day, nasce nell’after Day della memoria, per non distogliere l’attenzione nè coprire il valore fondamentale e primario della memoria storica come incipit per un evoluzione sociale e civile verso il miglioramento. Non si può far finta di nulla. Silent Day non nasce prima della giornata della memoria perchè non è avverso a nulla, nè è contropartita, bensì si accompagna a tutte le manifestazioni che inducono il cuore alla riflessione alla pace alla non belligeranza. Perchè non esistono vincitori e vinti quando la morte si ferma negli occhi di mille e mille persone. Non c’è nessuna vittoria o ragione nelle bombe intelligenti che rimbalzano come un odierno ping pong di filosofie politiche. No. Silent Day è dalla parte dei piccoli, degli ultimi, degli innocenti, di chi non può difendersi, indipendentemente dai colori che indossa.
La Pace, quella vera non è armata, e rchiede uno sforzo maggiore, un apertura mentale notevole ed una volontà di far mutare le cose, ricostruendo sugli errori commessi e sulle ammissioni di colpa. Il seme del bene nasce e cresce solo dove c’è amore. Pertanto impariamo a vivere da persona rette e responsabili, e cominciamo dal nostro piccolo, dallo spazio attorno a noi (le cronache odierne ce lo raccontano purtroppo) a rispettare gli altri, pienamente. I bambini di tutto il pianeta hanno lo stesso sorriso, e le stesse lacrime.
E per favore: NON DIMENTICATE. MAI. “Vivere richiede uno sforzo maggiore del semplice respirare”, e l’indifferenza è l’unica vittima da colpire…seriamente.
Irene Leo

“Smuoversi cieco ed osceno del big bang”

Posted in Video_Poesia, Voci dall'etere, visioni con i tag , , on Gennaio 10, 2009 by ireneleo

Poesia letta ed interpretata  da Irene Leo , testo video e musica  di Andrea Lucheroni http://www.jmarx.splinder.com

La Belle Dame sans peur

Posted in Scheggia, visioni con i tag , , on Ottobre 27, 2008 by ireneleo

-Ve ne prego!

Disse.

E la sottile lama dell’alba sembrò aprirsi uno squarcio netto sulla nebbia di quelle parole. Rimase immobile come tramortita sulla soglia di una esistenza serena, mentre porgendosi verso il lato opposto ad est, si sentì tramutare il fiato in sfiancamento acuto, e la carne trasalì toccando vette di abbandono ed estasi senza mura opponibili.

_Ve ne prego! (Tuonò ancora) Il vostro nome almeno,  chi vi impone timoroso silenzio?

L’aria parve mutarsi in solida consistenza mentre le sue labbra divennero tremanti e fiaccata la gola tacque.

Si voltò con grande lentezza verso di lei. La città si fermò, come se il tempo si fosse infranto ancora oltre le regole dello spazio e della fisica moderna.  La linea dell’orizzonte parve flettersi in avanti e con essa Antares prima di sbiadire nella luce nuova. La curva del suo volto brillava di una serena familiarità. Un sentore di pace e confuso affetto parve dipingersi d’improvviso nella mente, con una chiarezza devastante. Il viale alberato divenne diverso rarefatto di una luce guardinga ed antica. Lei andò a ritroso su quelle labbra disegnate finemente  e parve sorridere, mentre lui avvicinandosi a lei le porgeva un saluto ed il suo lignaggio.

- Il mio nome è…(Si interruppe.)

Lei sapeva.