Archivio per la Categoria Poesia

Ciao Alda!

Posted in Poesia, Voci dall'etere on Novembre 1, 2009 by ireneleo

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.

Alda Merini - “La Terra Santa” 1983

Su “Ctonia”

Posted in Dettaglio, Poesia, Scheggia on Ottobre 31, 2009 by ireneleo

Nigredo # 1

oracle

 

Ho la pelle piena di eclissi e sugli occhi la Luna si sparge senza fiato…
Piano piano si allarga il varco della bocca, trascende sulla lingua
l’effluvio nero di ortiche sincere.
Si addolorano le dita, vedove di promesse e cortesie.
Si annida saltellante l’onice sferico,
sulla curva blanda della prospettiva dei piedi…(…)

Irene Leo

 

 

 

Continua a leggere su Ctonia – Rivista di cultura Inferiore- allo speciale “Nigredo”  http://www.ctonia.com/madre.htm

Planimetrie

Posted in Poesia con i tag , , on Maggio 7, 2009 by ireneleo

Immagine della rete
Immagine della rete

 

Ho la stanza ad Elle.

A metà tra una I ed una E mancata.

Mi sorreggo le gambe la sera

 con le zeppe di belle consonanti,

e fisso

il mio battesimo nelle teche dei collezionisti.

Che rimangano a contarsi le risa,

mi appartiene il niente di certe albe

con il tutto in tasche appese al chiodo.

Lisca cui nessun canino miagolante assapora

è la planimetria liscia delle vocali

nella parola vento,

fretta all’orzo che mi ingoio

senza sgusciare i contorni.

 

Irene Leo

Cuore d’Abruzzo

Posted in Poesia con i tag , , on Aprile 7, 2009 by ireneleo

 

Immagine proveniente dalla rete

Immagine proveniente dalla rete

Il cielo non ha profilo di tetti,
polvere beve la notte, 
gli occhi  piangono  sangue
rotto  tra le pietre nere.
Intorno il silenzio annega la vita.

Irene Leo

 

P.S. Il dolore di anche solo un fratello, è il dolore di tutti noi.

Ora più che mai non fermiamoci…

MediTerrae

Posted in Poesia, Scheggia con i tag , , , on Settembre 12, 2008 by ireneleo

…Mi conservai tutte le pieghe del cotone di ragno

per respirare sospesa,
ma per pochi è il vino della santità,

e si smaltisce piano su colline che non conosco.

Irene Leo

Sul blog di Paola Scialpi

Posted in Poesia con i tag , , , , on Agosto 8, 2008 by ireneleo

EVA

E’ Spillato alle labbra, il rosso del sole
acceso, che sporca la luce bianca dell’occhio,
appesa, di donna, alla voce.
Canto di cielo impigliato
nella pietra focaia,
che urtò le anche di
una cattedrale, cieca.
Vestuta a macchie, nel mese
di giugno si tolse le scarpe,
e si sorprese nel carbone
a volare.

Irene Leo

Pubblicata su : http://paolascialpi.blogspot.com

Sempre nuova è l’alba 2008

Posted in Poesia, Scheggia con i tag , , on Agosto 7, 2008 by ireneleo

Il frastuono della Parola

ruppe la scatola intatta del silenzio,

e Poesia rotolò-felice- dalle scale fino

all’ultima stella cadente!

Irene Leo

Presagio

Posted in Poesia con i tag , , , on Luglio 16, 2008 by ireneleo

La polvere è l’ansia della spina,

che cala piano dentro le cose morte,

prima dell’affondamento della voce.

Ho ingoiato spine e polvere lungo l’asse

del passo incerto vestuto d’albe ed estati.

Ma negli occhi solo ora nacquero, appena

tu li mangiasti con parole tue di zucchero,

rose.

Irene Leo

Manifesto folle_mente Poetico

Posted in Poesia, Scheggia con i tag , on Giugno 30, 2008 by ireneleo

Immagine proveniente dalla rete, pertanto di dominio pubblico. Per ogni eventuale violazione, scrivete.

Se bevessi solo lo zucchero un giorno

e lasciassi scolare lento lento

questo nero di caffè che mordicchia le caviglie,

forse la scoprirei l’importanza dei miei pensieri folli.

Cani storditi dal sole e dall’ombra di agosto, che ti inganna

gli occhi, spillandoli ad uno ad uno sulla calce viva e morta,

della storia disegnata nella periferia del centro.

Un cucchiaino sulle labbra, chè la lingua batte

dove il dente vuole, e nel dentro della pelle

l’uomo del tg che ti detta la regola preposta.

Ormai lo vendono il pane, agli affamati,

o l’acqua agli assettati (per carenza di altruismo, scaduto

sullo scaffale là in alto).

Ma la tramontana ansimante in faccia al litorale stravaccato,

e l’occhio che rotola sulle sponde dei fianchi dell’Amore,

e la fiamma dannata di sfida del debole di vita…

no, non questo è in vendita.

(Uno lo scelse di venire al mondo, libero,

strappandosi scarpe e violini, si dice in giro si mangiarano

la sua fede, buona, con il latte a colazione, per presunzione.)

Ma per ipotesi a latere,

se però catena debba essere, sia la migliore, di scelta ottima, di constatazione amichevole,

di storia reale, amara di sale, concreta di sangue, dolce di sole, imbevuta di vita.

Se catena debba essere, sia Poesia.

Irene Leo

Absinthium

Posted in Dettaglio, Poesia, Scheggia con i tag , , on Maggio 13, 2008 by ireneleo

Immagine della rete. Se involontariamente siamo incorsi in quale violazione, scrivete e sarà rimossa. tanx!

Se l’acqua lava ciò che penso,

forse un iris nasce tra quel fango, dopo.

Chiara la notte senza sangue e corpo, a volte

è la mia mano,

pesante lama che ti (of)fende mio amato Sempre.

Ma non c’è occhio cieco tra le ciglia del grano morto,

l’onda ferrosa della vita attanaglia la lingua

ed io lo so che tutto è.

Da quassù le orme dell’invisibile

sono mie,

stelle laconiche di tempo,

abbottonate tutte sulle maniche.

Spilli che reggono il gioco

della prossima estate.

Irene Leo