Archivio per la Categoria c'est moi

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Posted in c'est moi on Novembre 12, 2009 by ireneleo

aSono nata il 12 del mese dei morti. Nei paraggi della falsa estate di San Martino. Pertanto ho amato la vita fin da sempre ed odiato le false apparenze, in virtù di una estate che ho bramato sempre e dovunque.
Sono alta poco più dei miei vorrei, incido le stelle con la lingua, quando la sera le lecco via dal nero della semplicità fatta di burro e zucchero. Non so bene quale sia il mio posto qui. Comincio col credere che non serva saperlo, l’urgenza è essere capitani del battello che si conduce, l’urgenza è del viaggio. Io mi riscopro viandante sin da che di anni ne avevo uno, al massimo due ed a volte incerta e con le mani protese, cercavo di carpire l’orizzonte facendomi avanti, protesa verso il sole. E’ l’immagine che più mi racconta, mi dispiega, mi disvela, mi racchiude, come un abbraccio rotondo, senza dolore. Gli spigoli quanti spigoli ho avuto però il ‘piacere’ di captare ed incrociare da vicino, gli spigoli per quanto li abbia odiati mi hanno dato senso e profondità. Vi ho impattato spesso, assumendo la forma che ora mi brilla dagli occhi, una forma da amare o odiare senza riserve. Le mezze misure le reputo una non scelta, un non detto, un non voluto, un niente, un grigio omologato al senso degli altri. Mi riempio la gola di zucchero e sale in eguale misura, con sorrisi e lacrime che siano. Non mi importa, no, non mi importa di nascondere ciò che sento o provo. Un pò per coraggio un pò per pura incoscienza o voglia di andare oltre, trovo forza ed ardimento nel mostrarmi senza armatura.
Poi a volte mi rilego gli strappi la sera quando nessuno mi guarda, imperfetta dissonanza di una volontà che crede ed avanza, delittuosa nel modo di muoversi ovvero di uccidere se stessa. Ma testarda e fenicea al punto tale da risorgere senza vana gloria. A parte questo, a parte la mia piccolezza ed il mio -tentativo- di leggere gli spazi ed i segni dei passi, a parte la mia avversione per i carciofi e per il colore verde choc, nonchè per i ragni e le formiche….sento oggi dinnanzi al ‘red carpet’ dei 29 anni, di essere diventata una persona per il quale il tempo compie una rotazione inversa, sono esattamente la stessa anima curiosa e libera di dieci o venti anni fa, e questo non necessariamente fa di me una persona migliore, ma una persona viva, che ancora crede in una qualche verità.

Irene

Doppio Gioco – Irene Leo & Elisabetta Liguori- Luoghi d’allerta

Posted in Comunicato, c'est moi con i tag , , , , on Ottobre 9, 2009 by ireneleo

DoppioGioco_Locandina

Domenica 11 ottobre, Serra di Sant’Elia, Squinzano (LE).
Dalle ore 18.30

Luoghi d’Allerta, le visite e gli itinerari di spettacolo del Fondo Verri, giungono all’ultima meta, Scrivere i luoghi, il titolo e la motivazione d’agire di questa settima edizione.
Dopo la ricerca del 2008 che de-scriveva il Salento con la voce dei poeti dell’ultimo Novecento Salentino, quest’anno, è nostro desiderio far scrivere nella contemporaneità. Ogni luogo ha avuto il suo interprete, la giusta guida e la sua lingua osando il suono del dialetto. Ogni luogo è stato interpretato e “cantato”.
L’ultima meta è a Sant’Elia, (Squinzano) sulla serra dove si troccano tre comuni Trepuzzi, Squinzano e Campi Salentina. C’è cresta di antico bosco lì, tutt’intorno all’antico monastero cappuccino, centro ideale del territorio dell’Unione dei Comuni del Nord Salento, a pochi chilometri dal confine delle tre province di quello che la politica chiama il Grande Salento.

La poetessa Irene Leo e la scrittrice Elisabetta Liguori presentano in quest’ambito, a partire dalle ore 18.30:

Doppio Gioco – diVERSIficazione a doppia voce”. Una performance introdotta dall’epigrafe de

“Il maestro e Margherita”, di Michail Bulgakov tratta dal Faust di Goethe:

“Che cosa vuoi, infine? Sono una parte di quella forza che desidera eternamente il male e compie eternamente il bene”.

Quanti mondi si portano negli occhi le donne?
Quante storie legano al vento, al tempo, alle pieghe della pelle. Ed i loro rosari quanta Fede incarnano, cercano, vogliono, chiedono.
Vivono, si scavano, dipingono orizzonti complementari al sole, ma non smettono di parlare, volare, amare.
Due donne.
Due storie intrecciate, due parallelismi senza senno.
Così vicine, così reali.
Un dialogo allo specchio in doppia voce.
Prosa (Elisabetta Liguori) e Poesia (Irene Leo) che si ammantano di una sensibilità sottile, capace di far vibrare corde obscure.
Federica e Margherita.
Regine e schiave, dimenticate e vissute, madri ed amanti, innamorate e cattive, benevoli e ciniche, profonde e leggere.
Non sono Muse cantate sui profili della Luna, bensì acuminate e vere, bagnano le anche e la voce oltre ciò che di umano esiste e si tingono le mani nei colori del tramonto.
Federica e Margherita due donne “nere”, imperfette, che dondolano tra luce ed ombra anelando ad una qualche felicità o quantomeno testarde dinnanzi alle spire della vita sfregiano indifferenze e le commutano in vivide follie.

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Irene Leo classe 1980, salentina. Critico d’arte free lance. Ha esordito “ufficialmente” nel 2006 con “Canto Blues alla deriva”, Besa editrice. E’ presente su diverse antologie, tra cui “Verba Agrestia” 2008 e “Il segreto delle fragole” 2009 , entrambe Lietocolle edizioni e nella rivista letteraria “Incroci” diretta da Lino Angiuli e Raffaele Nigro, giugno 2009, Mario Adda Editore. Nel 2007 ha ricevuto dal Teatro di Musica e Poesia “L’Arciliuto”di Roma il riconoscimento in “Kagolokatia”. E’ stata recensita da Maurizio Cucchi su “La Stampa”.Di Imminente pubblicazione “Sudapest”, Besa editrice. Collabora con il quotidiano“ Il Paese Nuovo” alla pagina culturale. Cura un suo blog letterario http://ireneleo.wordpress.com

Elisabetta Liguori è nata a Lecce il 19 giugno 1968 dove risiede da sempre. E’ laureata in giurisprudenza e lavora presso la cancelleria civile del Tribunale per i Minori della sua città. Ha vinto numerosi premi letterari nazionali e locali (“Premio Giovannino Guareschi”, “Premio Genova”, “Premio Il raggio verde”, “Premio Gino Perrone”). Ha realizzato progetti di invito alla lettura ed alla scrittura per le scuole. “Il credito dell’imbianchino” edito Argo è il suo primo romanzo, già finalista al “Premio Berto” 2005 e al “Premio Carver” 2005. Ha pubblicato nel 2007 “Il Correttore” per Pequod edizioni.

NON MANCATE!!

Irene Leo legge Antonella Anedda

Posted in Video_Poesia, Videoaudiopoesia, Voci dall'etere, c'est moi con i tag , , on Agosto 19, 2009 by ireneleo

Irene Leo legge Antonella Anedda.  Versi tratti dalla lirica: “Donna che scrive”- Dal balcone del corpo, Mondadori, 2007.  Regia e montaggio video a cura di Irene leo , soundtrack “Fly”- L. Einaudi.

Esser dentro le cose…

Posted in c'est moi on Dicembre 20, 2008 by ireneleo

Un augurio il mio, fatto di parole semplici, di serenità per voi tutti…ma soprattutto è un auspicio: Che ogni vostro passo vi porti dentro la natura intima delle cose delle persone,oltre ogni fatua e falsa apparenza, per coglierne il sapore più denso. E’ ciò che più conta: Esser dentro le cose….

Auguri a voi tutti! Buone Feste!
Irene

"Dentro il Natale", foto di Irene Leo, vietata la riproduzione.

"Dentro il Natale", foto di Irene Leo, vietata la riproduzione.

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Posted in c'est moi con i tag on Novembre 12, 2008 by ireneleo

n1250152491_6221 Come granuli di pietra appesi al collo,  sono il senso dell’equilibrio e della stabilità, ma anche unico appiglio alla terra, per una che sottopelle avverte ringhiare il sole. Sono 28.  I miei 28. Outing mio adorato, che mi sollevi da me stessa….dimmi un pò dove germoglia l’ombra e dove si rinfranca l’aria…?

Forse è tutto qui, sul palato che non vuol venir fuori, questa eterna carie, questa incertezza che mi sospinge i passi senza paura, così tagliente da ricamare l’aria, così assurda da essere specchio di buio. E’ tutta poesia questa? Io mi sento correre correre…correre…dalla punta dei capelli apice d’idee al tallone sporco di meraviglia…io mi corro addosso….e mi scopro solo un pò più “alta”.

Irene L.