Sono nata il 12 del mese dei morti. Nei paraggi della falsa estate di San Martino. Pertanto ho amato la vita fin da sempre ed odiato le false apparenze, in virtù di una estate che ho bramato sempre e dovunque.
Sono alta poco più dei miei vorrei, incido le stelle con la lingua, quando la sera le lecco via dal nero della semplicità fatta di burro e zucchero. Non so bene quale sia il mio posto qui. Comincio col credere che non serva saperlo, l’urgenza è essere capitani del battello che si conduce, l’urgenza è del viaggio. Io mi riscopro viandante sin da che di anni ne avevo uno, al massimo due ed a volte incerta e con le mani protese, cercavo di carpire l’orizzonte facendomi avanti, protesa verso il sole. E’ l’immagine che più mi racconta, mi dispiega, mi disvela, mi racchiude, come un abbraccio rotondo, senza dolore. Gli spigoli quanti spigoli ho avuto però il ‘piacere’ di captare ed incrociare da vicino, gli spigoli per quanto li abbia odiati mi hanno dato senso e profondità. Vi ho impattato spesso, assumendo la forma che ora mi brilla dagli occhi, una forma da amare o odiare senza riserve. Le mezze misure le reputo una non scelta, un non detto, un non voluto, un niente, un grigio omologato al senso degli altri. Mi riempio la gola di zucchero e sale in eguale misura, con sorrisi e lacrime che siano. Non mi importa, no, non mi importa di nascondere ciò che sento o provo. Un pò per coraggio un pò per pura incoscienza o voglia di andare oltre, trovo forza ed ardimento nel mostrarmi senza armatura.
Poi a volte mi rilego gli strappi la sera quando nessuno mi guarda, imperfetta dissonanza di una volontà che crede ed avanza, delittuosa nel modo di muoversi ovvero di uccidere se stessa. Ma testarda e fenicea al punto tale da risorgere senza vana gloria. A parte questo, a parte la mia piccolezza ed il mio -tentativo- di leggere gli spazi ed i segni dei passi, a parte la mia avversione per i carciofi e per il colore verde choc, nonchè per i ragni e le formiche….sento oggi dinnanzi al ‘red carpet’ dei 29 anni, di essere diventata una persona per il quale il tempo compie una rotazione inversa, sono esattamente la stessa anima curiosa e libera di dieci o venti anni fa, e questo non necessariamente fa di me una persona migliore, ma una persona viva, che ancora crede in una qualche verità.
Irene


Come granuli di pietra appesi al collo, sono il senso dell’equilibrio e della stabilità, ma anche unico appiglio alla terra, per una che sottopelle avverte ringhiare il sole. Sono 28. I miei 28. Outing mio adorato, che mi sollevi da me stessa….dimmi un pò dove germoglia l’ombra e dove si rinfranca l’aria…?























