Per il sesto appuntamento di “Scripta” -rassegna di scritture, voci, espressioni, è la volta di Irene Leo ed Antonio Natile. Il tema della serata prevede un viaggio nell’ironia del verso, e nell’affilato dire, ovvero quando la Poesia diventa un filo rosso che la lingua taglia, e annoda, ed attorciglia agli occhi e alle mani, e ai capelli: “TIC, di corpi ritrosi a ritroso”. Al bando dunque ogni vano dire e riempire, ogni “sporcare” di maschera e vuotezza, si brinda invece alla sostanza e alla radice che l’essenza abbraccia. L’appuntamento è fissato per mercoledì 7 gennaio ore 18.oo presso la Biblioteca Provinciale “N. Bernardini”, di Lecce.

Direzione artistica di Marthia Carrozzo
Clicca qui per il programma completo
Visita anche il blog della rassegna poetica:
http://scripta08.wordpress.com
Gennaio 6, 2009 a 3:29 pm
Ed io penso di lascravi una rosa, Maestà
31 dicembre
A una signora
Comprerò rose , Signora , questa sera
Ne metterò una su ogni tavola imbandita .
Di pensieri senza ricordi messaggera.
La rosa bianca racconterà alla gente
Di pensieri che volano oltre il mare
Mentre in silenzio resterà la mente
La rosa gialla racconterà alla gente
Di parole azzurre , ma scritte nel vento
Che immerse nel suo canto non le sente
La rosa rossa racconterà alla gente
Di lontananze e vite non vissute
Rendendo il desiderio più struggente
Diego Franchi
Gennaio 7, 2009 a 10:45 pm
Fino a 18 anni tutti scrivono poesie. Dopo i 18 anni, continuano solo due categorie: i cretini ed i poeti.
di Antonio Bruno
Irene Leo: “E sono contenta della carrambata di aver avuto la visita per le mie poesie di una mia compagna di liceo che è venuta stasera.”
Antonio Natile: “La ricerca delle parole adatte a rappresentare la ruralità del mezzogiorno attraverso la carrambata!”
Irene Leo” Grazie per averlo sottolineato”
Antonio Natile “ E non l’ho certo fatto perché ieri sera non ho vinto il premio dei milioni di Euro alla lotteria con l’estrazione della Befana condotta da Raffaella Carrà”
Irene Leo”Magari l’hai fatto proprio per questo chissà!”
Così si è concluso “TIC, di corpi ritrosi a ritroso”.
Poetico vero!
“E’ una burla, un inganno orchestrato, è il sorriso beffardo del corpo che sputa sui versi, e che graffia, che soffia e si mostra, come un gatto irritabile e rosso a schernire finzioni di giorni. Altalena di corpi tra il dentro ed il fuori. Salterello di versi e di voci a giocare la resa.” (Irene Leo e Antonio Natile)
A tutto questo ho assistito stasera presso la Biblioteca Provinciale “N. Bernardini” di Lecce (v.le Gallipoli), per la rassegna “Scripta: Rassegna di scritture, voci, espressioni.
Quello che è stato scritto si apre alla voce, c’è chi mi ha detto che mai ha scritto qualcosa che prima non abbia detto, qui invece si fa il percorso inverso e così, a naso, penso che qualcosa debba pur significare dato che la scrittura è posteriore alla parola.
Mi hanno colto di sorpresa molti versi anche se scappavano di mano, non si lasciavano afferrare e la mia telecamera digitale aveva la pila scarica. Quindi sono rimasto affamato di parole, digiuno di memoria dei versi.
Mi stavo avvicinando per chiedere un foglio con su scritto le poesie, le loro poesie ma qui una digitale di una TV con faro mi ha preceduto e un altro impegno precedentemente preso mi ha impedito di aspettare.
A proposito ho visto di nuovo Gabriele, quello del cartello che le rondini non escono ma non entrano le zanzare.
Mi è piaciuta l’intervista a Studio Aperto di Irene http://it.youtube.com/watch?v=CHveYAgrYwI il suo avversare la definizione di “bamboccia” affibbiatale dal Ministro Padoa Schioppa e poi stasera c’è stato De Andrè in Tv su RAI 2 che in un filmato, riprendendo un pensiero di Croce, asseriva: ” Fino a 18 anni tutti scrivono poesie. Dopo i 18 anni, continuano solo due categorie: i cretini ed i poeti. Nel dubbio, io mi autodefinisco cantautore”.
Antonio Natile oltre che per la sottolineatura fatta alla nostra Irene sul termine “CARRAMBATA” si è fatto notare per il bel SLANG barese a me caro poichè in quella città ci ho fatto il militare, l’Università e ho i miei più cari amici.
Poi a Noci ci sono delle ottime ciliegie e si possono gustare ottimi formaggi e mozzarelle e il buon Natali forse è per questo che, di suo, si occupa di ETNO ANTROPOLOGIA.
Gennaio 8, 2009 a 9:56 am
E la Rosa portò bene…vi ringrazio Diego!
Salutemi Enzo e il teatro dell’Arciliuto appena ne avrete modo…
Un abbraccio
Gennaio 8, 2009 a 11:04 am
Accipicchia che bella sorpresa caro Antonio…
Grazie di cuore per aver preso parte alla serata “Tic-chettante” di ieri…:)
spero la prox volta di poterti salutare con la giusta attenzione…
che dire…quanta grazia
Noi dal canto nostro abbiam cercato di far Poesia…di creare attenzione, di sperimentare…e dietro tutta quella “mattitudine” molto seria….:)))
però valà…la “carrambata” m’è scappata, ed io non sono una che “finge” le parole….La Poesia me l’ha insegnato,e come l’ironia è garanzia di libertà…
Eh siccome i 18 anni solo all’anagrafe li ho superati da dieci anni, ma non nel corpo e nello spirito….mi porrò il problema in seguito, per ora sono molto “Piccola” ….e la strada è davvero lunga!
Ma De Andrè…oh sì lui sapeva tutto!
Un sorriso a tutto viso!