Noi ragazzi di oggi Noi

Immagine della rete. Se involontariamente siamo incorsi in qualche violazione scriveteci e sarà rimossa.

Il titolo di questo articolo era il ritornello di un fortunato singolo anni 80. Mi ci sono imbattuta giorni fa, lo davano su una radio old style. Ma vorrei usarlo come pretesto per una riflessione attuale. Chi siamo realmente noi giovani e cosa cerchiamo o vogliamo dal sistema? Galimberti in un’intervista/presentanzione del suo ultimo libro “L’ospite inquietante” afferma che i giovani di oggi stanno male, vivono un disagio disatroso che non ammette risoluzioni con rimedi classici, e cosa grave solo gli operatori di mercato se ne accorgono. Stanno male non per questioni esistenziali, è un disagio culturale quello attuale, figlio di un nichilismo che annienta ogni scala di valori. I giovani si trovano tra le mani una scala di non-valori assoluta, senza riferimenti ed orientamento. Il nischilismo -continua Galimberti- questo ospite inquietante, è entrato nella loro psicologia , nelle radici del tempo facendolo convergere verso un’assenza di futuro, diventato da promessa, inquietudine: da che la scelta di vivere eslcusivamente nel presente all’estremo. Non tutti i giovani chiaramente sono in questa condizione, ma molti sì, assumono questa dimensione che comporta una svalutazione della realtà. La scuola non riesce ad ottenere il loro impegno, l’alfabetismo emotivo dilaga, e non si sa cosa dire, come esprimere le emozioni, il che sfocia spesso nei percorsi disperati della droga, ovvero un modo per anestizzare la vita, ed essendosi persa la misura delle cose, sono portati all’esperienza estrema, la morte. La soluzione sarebbe quella di creare curiosità verso le proprire virtù, ovvero metter luce sulla ricchezza che si portano dentro, farli innamorare, per giungere all’arte del vivere, imparando ad investire su di sè. Se i giovani sapessero appassionarsi alle proprie capacità, lasciandole fiorire, forse -continua- l’ospite inquientante, il nichilismo, non passerebbe invano. Le vicende odierne di cronaca, ci mostrano la concretezza di queste parole, di queste riflessioni. Mancanza di amore su tutto,e precarietà dei sentimenti, io aggiungerei. Specchio di un presente assurdo e paradossale. Se è vero che noi giovani abbiamo perso la “bussola”, credo che la causa non sia solo intrinseca al problema, ma vada ricercata in una concausa “là fuori”. Sono la prima a credere che che non si debba peccare di “vittimismo”, ma non scordo che chi c’era prima di noi, non ci ha fornito le basi e lo spazio per distendere le ali prima del volo verso la realizzazione personale ed un futuro cui si accenna su. Meditiamo dunque, meditiamo tutti, giovani e meno giovani. Ciò che abbiamo attorno è specchio consapevole del nostro modo d’essere. Se la società siamo noi, è arrivato il momento di far cambiare quel “noi”.

Irene Leo

 ( Articolo pubblicato su “Il Paese Nuovo” del 20-05-2008 )

8 Risposte a “Noi ragazzi di oggi Noi”

  1. Peccato… vieni a vedere la vignetta sul tema “GIOVANI D’OGGI”….
    Ciaoo
    :-D DD

  2. bravissima!
    sai qual è il punto? che la maggior parte dei giovani d’oggi, contrariamente a quanto fai tu, non si chiede nemmeno il perchè delle cose, non cerca di risolvere i problemi ma preferisce magari “bighellonare” l’intera giornata aspettando che “non si sa bene cosa” gli cada dal cielo all’improvviso…

  3. Carissimo Irene,
    come sai sono un giovanissimo anziano di quasi 65 anni, laureato ora pensionato che segue economia, politica letteratura e tante altre cose. Fra esse l’evolversi della nostra società ove i giovani, e non a parole, rappresentano il futuro. Ho due figli (maschio e femmina) gemelli di 37 anni. Lavorano ambedue regolarmente dopo periodi di forte difficoltà e disagio, nonostante una laurea o attività specialistiche.
    Non credo che la mia generazione abbia tarpato le ali alla Tua. Certo era indaffarata a continuare l’attività dei propri padri che avevano tentato di rimettere in piedi l’Italia dopo gli anni ‘40. Dimenticandosi, spesso di Voi. Della Vostra educazione (non scolastica, ma familiare, sociale). Noi e le nostre compagne (a Milano si lavorava tutti) eravamo impegnatissimo col lavoro e pensavamo che la famiglia doveva esserci grata, comunque, anche se un po’ trascurata. I figli in special modo, ai quali abbiamo dato tutto (pensavamo), ma non il senso d’indipendenza, di intraprendenza, la voglia di spingersi verso nuovi ideali e nuovi orizzonti, di lasciare il nido.
    Certo non si può generalizzare, ma spesso l’attuale è il risultato di quegli errori.
    Ci vuole coraggio, anche e specialmente politiico, per un nuovo patto generazionale con nuovi stimoli, nuovi obiettivi nuova vita.
    A Te ed a tutti quelli come Te, carissima Irene, il mio totale apprezzamento e l’augurio di un buon futuro.
    Con affetto.
    banzai43

  4. Tu giovane???

    MA SMETTILAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

    ;oP

  5. Noi siamo i giovani più giovani auauau

    :P PP

    senti ho bisogno di te, se ti va. voglio sentire come la tua stupenda voce legge la mia tremenda poesia: http://www.jmarx.splinder.com/post/16984705

    baciottoli

  6. azz ho sbagliato link :) :)intendevo quest’altra tremenda poesia: http://www.jmarx.splinder.com/post/17112146

  7. ciao andy!
    :)
    sono di passaggio da qua, appena posso leggo
    ti abbraccio amicuzzolo caro.

    Manuelscorpione, in sintesi Sì! io sn giovane …e me li porto pure bene (io)! :P

    Banzay grazie per l’augurio sereno, che mi sento di rigirare volentieri anche ai tuoi figli :) io credo che si debba trovare la misura delle cose, ovvero: le responsabilità corrono su un doppio filo, “noi” e gli “altri”…tendendo a mente questo metro si ha sempre il senso concreto delle cose, e dall’unione delle forze vitali di “noi” e degli “altri” che poi vengon fuori le risoluzioni dei problemi…
    un abbraccio, forte.

    Abreast tanx…:) sai tanti, tantissimi la pensano come me…ma non tutti trovano “la forza” di farsi voce del problema…a mio avviso chi si ferma è perduto! Muoversi gente…muoversi :)

    PV…opperbacccco…sn curiosa corro a vedere! ;)

  8. io di più… tzè… :P

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