Absinthium

Se l’acqua lava ciò che penso,
forse un iris nasce tra quel fango, dopo.
Chiara la notte senza sangue e corpo, a volte
è la mia mano,
pesante lama che ti (of)fende mio amato Sempre.
Ma non c’è occhio cieco tra le ciglia del grano morto,
l’onda ferrosa della vita attanaglia la lingua
ed io lo so che tutto è.
Da quassù le orme dell’invisibile
sono mie,
stelle laconiche di tempo,
abbottonate tutte sulle maniche.
Spilli che reggono il gioco
della prossima estate.
Irene Leo
Maggio 15, 2008 a 6:53 am
“dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior”
De ANdrè
p.s.ho eliminato il blog a cui fa riferimento il tuo link qui…aggiornalo con splinder. baciottoloni
Maggio 16, 2008 a 9:38 am
spilli che pungono?
Maggio 16, 2008 a 4:28 pm
faccio subito caro Andy
ci penso io….
:*
ale cara …sei perspicace vedo!! ehehe