La mia terra ha la rima alternata

Il sapore dell’alba. Credo che questo debba essere il primo sapore che va dal cuore alle labbra, di chi La guarda per la prima volta a medesima altezza di cuore, e morde feroce il bello ed il buono, con fame d’aria. E’ sensazione che ti inarca la schiena, ti da il brivido di un pugno allo stomaco, e l’ebbrezza aulica di un volo senza paracadute, senza para-lume, senza para-parole. Senza mezze misure. Ecco, questo sono quei cieli che si aprono da parte a parte nello sguardo tuo oh passante che miri. Dove non c’è silenzio vuoto, ma fiaccola irta e perenne di vita e morte, che brucia. Lei è nuda di stupide cappe, non porta calzari di condizioni e ma o se. Rifugge la luce artificiale ed ogni giorno ed ogni notte riveste la sua pelle odorosa e terrosa, di blu cobalto e ceruleo antico.
La voce… oh si, la sua voce è canto sgraziato a tratti privo di equilibri, eppure ti incanta, ti sfiora, ti tocca, ti penetra, ti trapassa, ti uccide. Ma non è forse dolce morire di sentimenti e carni e passioni, e questo e quello, se chi muove la mano, ti abita la mente? Non ama apparire fatua e leggera, rimesta la sua essenza alle pietre aguzze incastonate tra mura rizzute di sole ed il rosso tamburo della terra, chè chi si infranga le ginocchia cadendo, mescoli sangue e dolore a sentore di resurrezione. Le sue chiome sono le fronde degli olivi argentei sempre ballerini tra il dove ed il quando della musica pizzicosa e bruciante, che usciva dalla bocca di mia nonna, che la raccontava a me. Sì, io me la ricordo la sabbia sollevata dal vento che ti offende gli occhi, e la bellezza pura di un cardellino macchiato che ti sfrigola nelle orecchie ridendosela. E so che Ella mi appartiene, quanto io alla tramontana che spinge via le nuvole, ed il cielo te lo sbatte in faccia, come un piatto pulito smozzicato, dove intingere le dita, contando le briciole della nostalgica umanità. E siamo dei ai suoi occhi, e santi, e assassini, e niente, eppure siamo il tutto di una brace ardente di desiderio rancoroso. Quanto rancore c’è nella fragilità della paura di non dire e non fare mai abbastanza, nella paura dell’appartenenza che ti sfianca. E c’è il sole oggi alla mia finestra, è Lei.
E C’era il sole nella mia infanzia, ed un profumo di pomodori assolati di rosso canterino, là nei giardini dei miei ricordi. Ed un gatto, c’era sempre un gatto vagabondo come quelle api che ronzano tra il grano. Ed il mare, era acceso il mare come le risa mentre correvo per le strade. Una conchiglia nel pugno chiuso era il regalo più bello a fine estate da portar via, ed era dolce il sapore del vento ed il suono della banda di S. Rocco. C’era racchiuso allora in quelle ore probabilmente il senso di una vita intera, posata sulla base solida di una antica casa, dove una lucertola sgusciava magicamente in anfratti invisibili. Ed era, ed è mio il segreto delle radici, rosse, della taranta nera e severa, del tamburello, e del vento mai stanco, io lo so perchè ogni giorno il sole si perde lontano…io lo so.
E’ così letale il tuo nome mia amata… Terra, che lascia indietro chi il coraggio lo infila in tasche e fessure per dimenticarselo.
E non lo afferri, tu che guardi, il senso dell’aspro limone appeso e dondolante sul rampo ossuto, e non lo comprendi il frutto del fico d’india che cerca vita tra le spine, e non lo sai perchè un gabbiano per morire si infrange sul mare anche se pesce non è. Ma la mia terra non ha bisogno di perifrasi, e parafrasi, ti affonda nelle emozioni, e suona come una canzone.
La mia terra ha la rima alternata,(non baciata) perchè lei non bacia, ma si lascia baciare.
La mia terra è una Poesia.
Irene Leo
Maggio 10, 2008 a 3:30 pm
mia cara irene la tua Terra è una Donna innamorata non facile ma densa di poesia e colore.. ed è stupendo danzare con Essa, abbracciarla, baciarla.. ma è anche utero ancestrale di femmineo sentire.. un po’, lo confesso, ne sono preso, innamorato..
roberto
Maggio 10, 2008 a 4:08 pm
Roberto…è vero non è facile amare una certa bellezza contraddittoria che la mia terra trasuda….è qualcosa di oscuro a tratti, e di accecante in altri…ma di assolutamente intenso.
Felice tu sia qui
ti abbraccio
Maggio 10, 2008 a 4:09 pm
la poetessa giornalista
il salento è una terra delle sensazioni, ottima per chi si dissolve nella nebulosa inattività dei sensi di una metropoli. il salento è l’olivo distanziato e il muretto di pietre, il salento e il colore azzuro e poi oro di quel che ovunque sarebbe aridità…
certo c’è un vento cara mia, lo scorso agosto, sceso a lecce dai 40 gradi di roma pensavo di aver preso la transiberiana e non l’eurostar e di essere sceso in siberia appunto…
bacini sparsi
jm
Maggio 10, 2008 a 4:15 pm
ahahha bentrovato andy…vero, il vento improvviso che si leva e ti scombussola i sensi…è tipicamente salentino…poi passa e ti lascia un sole sorridente a scaldare lo sguardo…
ti abbraccio salentino ad honorem
Iry
Maggio 11, 2008 a 9:25 am
Che ” lu sole, lu mare, lu ientu” della vostra terra siano la linfa che rinnovi negli anni la ricchezza che vi portate dentro,Maestà . Nel cuore e nella Mente – che con la maiuscola stà per Anima – e nella parola scritta in cui cuore e Mente si donano .
Quante meravigliose metafore , in quel vento che si alterna al calore del sole , nel bianco acceso del muro a calce e negli odori di terra e di mare .
Ma la terra … la Natura, Maestà, è dovunque immagine di amante che commuove anche se non bacia . Che illanguidisce , insieme alla Mente , i sensi, anche se non accarezza .
Io la incontro ogni mattina, all’alba. Un’ora che molta umanità intorno a me si perde, o addirittura non guarda, già accigliata dalle sue inquietudini . E forse anche in questo ci sono più spiegazioni di quante riesca a darne il sociologo . L’alba non mi delude mai, nemmeno con la pioggia. Spesso penso che sia perchè tutta la natura intorno ” sente” l’innamoramento dell’umano . Come “sente” la sua distrazione , e ne rimane delusa . Propio come un amante .
Maggio 11, 2008 a 8:57 pm
Caro Diego….l’alba racchiude il principio, il magma che sobolle, l’alfa, la resurrezione…e la mia terra ti consente di correrle incontro attarverso un iter che richiede una sottile e feroce “morte”. E’ un amore sofferto quello per una terra da cui si vorrebbe scappar via, ma che ti trattiene per amore….
E chi non muore almeno una volta, non conosce il gusto saporito di quell’alba che è Vita, Vi ringrazio per le vostre parole….felice di condivdere anche con voi queste mie piccole parole/finestre…questi strappi sulla cortina dell’opacità che circonda il mondo.
Un caro saluto
Maggio 12, 2008 a 10:37 am
cara iry, come sai amo moltissimo la tua terra salentina, nella quale ho passato momenti indimenticabili. la cosa che più mi è rimasta nel cuore è il suo essere selvaggia, defilata (rispetto agli itinerari fissati: in salento ci arrivi solo se lo vuoi, non ci capiti per caso o di passaggio), adrenalinica. amo il suo mare, il suo sole, il suo vento sugli scogli, la sua “asprezza”, i suoi sapori e odori. è un po’ che manco, bisognerà rimediare, che dici?
Maggio 12, 2008 a 12:13 pm
Vero …non ci passi per caso, ma per pura passione del suo modus, per ciò che da e ti nega, che ti regala e ti sottae…ed essendo essere marino in parte, caro albatros …mi chiedo cosa tu faccia ancora “là”
un abbraccio
Maggio 12, 2008 a 1:04 pm
sei tu. forte e timorosa, decisa e tremolante, ma su tutto veleggia un sentimento, una emozione, LA SPERANZA!!!
che bello leggerti…mi confermi la bellezza che promani comunque e dovunque…prevedo fortune nella tua vita anche perche’ te le auguro di cuore…mi ha emozionato il tuo articolo, mi ha ARRUOLATO nella schiera dei tronfi nella salentinita’….STUPENDO…NON HO ALTRE PAROLE…!!!
ed ora torna sulla terra…salentina…ahahahah
Maggio 12, 2008 a 1:13 pm
Hai tracciato un profilo di me da “paura” nel senso buono del termine
Caro Manager…grazie per l’augurio che contraccambio anche per te.
Spes ultima dea si dice….io continuo il mio “viaggio”, e con me porto un pezzetto di carta stracciata e rovinata dove una volta scrissi : credendo vides…per non dimenticare mai di crederci
ed ora torno col sederino sul pianeta terra… :°(
cadooooooo
Ottobre 5, 2008 a 9:56 pm
Hola:
Encuentro un sentimiento fuerte en la expresiòn de las emociones, creo que deriva del amor a la tierra, a la patrìa, lo que conlleva un sentimiento de solidaridad. Los envidio, no se encuentra eso tan facilmente, den donde vivo.
Saludos
Ottobre 8, 2008 a 7:46 am
grazie di cuore, Alberto per le tue bellissime parole e benvenuto!