Io Credo (ovvero arrivano le elezioni )
Io credo che l’arcobaleno sia la metafora di un sorriso celeste, e che l’ulivo sia uno degli alberi che popolano il mio Salento, credo che la margherita sia un bel fiore, che la rosa invece che nel pugno sia da riternersi bene comune accanto alle sue sorelle in uno splendido giardino all’ombra di una bella quercia. Io credo che verdi dovevano essere i puffi anzichè blu, per mimetizzarsi di più. Rosso il colore delle gote rubizze di quei marmocchi unti di terra e nutella che giocano per la via, e che vestita di Bianco sia la neve null’altro. E credo che il nero s-fini. Credo che per il bene comune sia utile rispettare prima il bene privato-degli altri. Credo che troppi grilli parlanti facciano male,che di grillo ce ne siano due, ed uno dei due quello di Pinocchio. Credo che di casini ce ne siano stati come piovesse, pure a Bari ultimamente, come ovunque del resto….Credo che Forza Italia sia solo da urlarsi come supporto alla nostra nazionale di calcio quando occorre!
Credo che la simbologia sia divertente ma ubriacante…ma il sovraddosaggio sempre controindicato.
Credo che se usassimo i colori come fossero parole questo nostro presente sarebbe più denso di contrasti accesi e meno di grigiore, e credo che sarebbero lampanti gli errori e gli orrori sotto gli occhi di tutti. Credo che a tutta questa voglia di fama e di potere poi corrisponda una fame di principi. Credo che non ci sia limite ai limiti, meglio non abusarne dunque, meglio propendere per la sospensione di giudizio. Tanto un giorno lo saremo tutti-giudicati-meglio al momento godersi altro. E credo che piuttosto che concentrarsi sui fatti passati degli altri bisognerebbe cercare la novità, il meglio per il presente imminente. Credo che se di occhi ce ne sono due, di orecchie due, di mani e braccia due, di gambe e piedi due, e di bocca una sola un motivo c’è, onde per cui meglio pensar di più e parlar di meno. Credo che la diversità della gente sia un punto di forza, che dagli scontri e dai confronti possano nascere cose eccelse, credo che a volte bisogna fingere di dimenticare le offese, le ingiustizie, recriminare a che serve? Ecco vi sia finzione solo nella dimenticanza, ma sincerità verso il cuore degli altri, la loro mente, i loro gesti. Io credo che il coraggio sia metterci la faccia tutte le volte che si deve affrontare una situazione negativa o positiva che sia. Credo che il rispetto non abbia se e ma. Credo che un impegno vada portato a compimento e che la frammentazione valga men che zero, credo sia l’unione a fare la forza. Credo alla pulizia delle promesse, ma non alle promesse, alle parole, ma non ai parolieri, nella giustizia, ma la giustizia non crede in sè. Io credo d’essere una cittadina italiana retta e corretta, credo d’essere nella posizione di poter cambiare le cose perchè credo che ognuno di noi possa cambiarle le cose. Credo ancora che la bellezza possa salvare il mondo, e che la bruttura distruggerlo. Credo nella libertà di scelta, d’opninione, d’amore, credo in un’educazione alla libertà. Credo di poter contruibuire a cambiare il mondo. Ma su ogni cosa IO CREDO, e crediamo tutti. Dunque noi elettori metteremo una mano sul cuore, VOI mettete una mano sulla coscienza, chè l’ironia è una garanzia di libertà ma non si scherza con i destini di una Nazione.
Irene Leo
Aprile 1, 2008 a 8:20 pm
è importante credere, se no saremmo esseri sterili e inutili.
Eccomi qui per il caffè, ti lascio:
“Se non sperassimo, a dispetto di tutto, in un mondo migliore, chi ce lo farebbe fare di andare dal dentista?” (Gianni Rodari)
Buona notte
F
Aprile 2, 2008 a 8:31 am
bentrovato Keko, sona giunta giusto in tempo per il caffè della mattina
quanto aveva ragione Rodari…. e noi crediamo, lo dobbiamo a noi stessi e chi ci sarà dopo di noi!
Un caro saluto
Aprile 3, 2008 a 10:09 am
bellissimo post, regina!
e bellissimo il gioco di parole con i nomi che questi ridicoli teatranti ci propinano sulle schede elettorali e sui muri delle nostre (sottolineo nostre, sebbene ne abusino come fossero loro, le strade) città. il brutto è che a teatro la recita ha un termine, mentre questi politicanti non sembrano aver mai la parola “fine”, nè mai sembra calare su di loro l’agognato sipario.
ma noi crediamo a Fedor, piuttosto: e andiamo avanti per la nostra strada, confidando nel Bello. no?
un abbraccio
Aprile 3, 2008 a 10:58 am
[...] Sul numero di oggi 3 aprile 2008, a pagina 9 un mio articolo. Buona lettura! [...]
Aprile 3, 2008 a 11:01 am
grazie albatros speriamo davvero che qualcosa cambi, ma dovremmo impegnarci tutti quanti!