Su Ieratico Poietico-Stefano Donno

...”Parole sicure
facili muse
sopra la neve
idee a mille sillabe
spartito musicale
grande annunciazione
canestri di fede
tacciono come dimore
traslate
su zolle vogliose
di un destino infame
chiuso dalle rimembranze..”
La Poesia è un vestito. Affermazione banale forse. Ma rende l’idea. Mi spiego. Una veste prende la forma di chi la indossa, creando curve più o meno evidenti in base alla flessuosità della Psychè di chi la incontra. Appare così un’anima al cospetto di se stessa se rimaniamo sospesi all’apparenza soltanto di questo Poema, ma siamo sicuri sia solo questo? Siamo sicuri Che Donno abbia “solo” voluto raccontare se stesso? Per una mente poco “allenata” alla poesia, la risposta potrebbe risultare come un sì. Attenzione. L’autore adotta una visione diretta di un mondo descritto con occhi “rap”, che mirano a denunciare, e non esaltano nulla di quello che incontrano, ma in verità è Poesia che posatasi sulla complessa struttura mentale dell’Autore diventa liquida ed indaga un mondo, e poi un altro ed un altro ancora. Bisogna svuotarsi per riempirsi di vita, bisogna mettere da parte se stessi, per fare della Parola stendardo beat. Il nuovo fiorisce sulla coltre del quotidiano, perché non importa cosa ma come. Il linguaggio poetico è slegato e pare intrecciarsi alle virtù visionarie delle parole. In Ieratico Poietico il flusso di immagini è costante, e come un filo d’Arianna che il lettore man mano lega a sé, in un gioco di specchi in cui la voce narrante è la sua voce, gli occhi guardanti i suoi occhi, le mani toccanti le sue mani, la pelle fremente la sua pelle, e la città non luogo, casa sua. Di casa nostra noi conosciamo ogni millimetro quadrato così come del reale presente qui esposto, non siamo esterni, ma interni, abitanti delle nostalgie delle stanze della mente. Ma nulla è fermo qui. Tutto respira e si fa nervatura umana, pensiero, movimento, riflessione. A proposito di quest’ultimo concetto. Proviamo a riflettere sul “nome e cognome” di questo lavoro che l’Autore ci presenta. (C’è chi disse una volta che il titolo di un libro è la filosofia del libro).Dunque Ieratico ovvero Ieratikòs , dal greco sacerdotale, una forma di scrittura impiegata per conservare sui papiri in primis, una sapienza antica attraverso una forma particolare di linguaggio anch’esso antico , e poi Poietico da poièsi dal greco Póiēsis, creare, che indica l’attività creatrice dello spirito. Ma Ieratico è anche lo sguardo di quelle belle e splendide icone bizantine che non si lasciano guardare ma guardano, con occhi fissi. Fissità in antitesi con creazione. Siamo di fronte ad uno scrivere poetico che trae le sue radici dalle profondità siderali dell’anima, come tutta la Poesia solitamente, ma tale “estrazione” non è “astrazione”, è mediazione perché il poeta si fa strumento. Si fa voce. Voce delle voci. E Si è travolti da quest’onda,ed il lettore beve tutta d’un sorso la Verità di Donno, ovvero questa oscillante meditazione sui moti del vivere che assume carattere universale ma autentico.
Ci sono storie che non devono essere raccontate , e La poesia è tutta una bugia… ma Talvolta/ci si sente ardere/su dei ceppi accesi/e non bastano/ore intere/per scrivere.
E’ vero non basta il tempo. E’ un cerchio questo scrivere che ammette un incipit ma non finali attesi, perché la coscienza della rivelazione è nel viaggio che dall’esterno porta dentro noi stessi.
Irene Leo
P.S: Ringrazio Stefano d’avermi concesso in anteprima la lettura del suo interessante e particolarissimo lavoro.
STEFANO DONNO
ha pubblicato la raccolta di poesie Sturm and Pulp (Lecce, 1998); Edoardo De Candia, considerazioni inattuali (Lecce, 1999); il romanzo Se Hank avesse incontrato Anais (Lecce, 1999); Monologo – + (Copertino, 2001); la raccolta di racconti Sliding Zone (Lecce, 2002); il saggio L’Altro Novecento -giovane letteratura salentina dal 2002 al 2004 (Lecce, 2004). Suoi contributi di prosa e poesia sono presenti in diverse antologie. Ha collaborato con saggi critici a varie riviste. Il blog dell’autore: http://stefanodonno.blogspot.com
IERATICO POIETICO di STEFANO DONNO
Introduzione di Luciano Pagano. Besa Editrice-I poeti del Poet/Bar a cura di Mauro Marino.
ISBN 978-88-497-0526-3, Euro 5,00.
In Uscita in tutte le librerie il 31 marzo.
Marzo 21, 2008 a 6:48 pm
CIAO CARISSIMA!!!
Marzo 21, 2008 a 10:56 pm
caro manuel….! un abbraccio!
Marzo 22, 2008 a 12:38 pm
Marzo 22, 2008 a 12:39 pm
auguri di buona Pasqua
Marzo 23, 2008 a 3:08 pm
…un saluto…a te.
Marzo 23, 2008 a 8:48 pm
buona pasqua
Maggio 2, 2008 a 9:43 pm
E’ splendidamente vero, Maestà. Lo lessi in una recensione / saggio di Bruno Arcurio, che uno scritto , in prosa o in versi, finisce per assumere l’anima del lettore ( specie se l’anima finisce con l’identificarsi laicamente con la Mente , altra cosa che mi piace assai pensare..). L’importanza prevalente al numero di lettori è data dal..numero di copie vendute, e non è da condannare. Ma l’importanza profonda, è forse il pensiero del numero di anime, o di Menti, che assumono quello scritto, e lo seminano metaforicamente , come il gesto antico nei campi di una volta.
Reverenti e sempre affettuosi saluti
Maggio 6, 2008 a 7:00 pm
Bentrovato Sir…e grazie per le vostre parole sempre calzanti e vere. Vi invito a visitare il blog di stefano (trovate il link tra i miei nella colonna di destra) è un anima viandante …un altra anima viandante in perenne evoluzione.

ricambio i saluti, di cuore