Sudapest- Incipit

Posted in Sudapest, Video_Poesia, Videoaudiopoesia on Dicembre 4, 2009 by ireneleo

SUDAPEST di Irene Leo
poet/bar 14.10- magazzino di poesia a cura di Mauro Marino
ISBN 978-88-497-0630-7
www.besaeditrice.it
09 – 2009
Euro 5.00

(Musiche di Ryuichi Sakamoto )

Iscriviti al gruppo: http://www.facebook.com/group.php?gid=133051163934&ref=ts

Congetture all’italiana

Posted in Poesia on Dicembre 4, 2009 by ireneleo
Il filo tira una carrucola di triangoli di stoffa,

le nostre bandiere tutte di farina,

si nascondono dietro i palmi dei giornali

nel frusciante sillabare della miccia.

Piantano castelli nel palato

spingendoci nel tremolìo di sabbia,

o lasciano dondolare le aperture sulla testa,

dove fiorisce una mela gialla fuori stagione.

(Una Eva al giorno….di notte, canta).

Ma ho qui un fuso inserito nella fronte,

mi serve a ricucire insieme, stretta, legata

immobile la virtù che ne rimane.

Qualche mano saluta ignara,

prima di affondare nel metraggio della gente,

non lo sa,

non lo immagina,

non lo immagina

il manifesto da morto del giorno dopo,

il cruciverba dei dinosauri alla Giordana,

l’odore secco della formalina.

La meglio gioventù,

non è ancora nata.

Irene Leo

Soundtrack: http://www.youtube.com/watch?v=k1-TrAvp_xs

Mappa sonora: convegno per la ricerca sul paesaggio sonoro

Posted in Comunicato on Novembre 19, 2009 by ireneleo

Si terrà venerdì 20 Novembre dalle ore 16.30

presso l’ex convento dei frati Agostiniani di Melpignano

il convegno

METODOLOGIA DELLA RICERCA

SUL PAESAGGIO SONORO

L’evento è organizzato dell’Associazione di Volontariato “Follevola” nell’ambito dell’attività di formazione prevista per il progetto “Mappa Sonora”.

Le finalità dell’appuntamento sono quelle di recepire metodologie di ricerca nell’ambito della definizione del paesaggio sonoro grazie all’esperienze maturate sul campo dai relatori che prenderanno parte all’iniziativa.

Partendo dai contributi di Roberta Tucci (ricercatrice) e Antonello Ricci (docente discipline demoetnoantropologiche Univ. “La Sapienza” di Roma) sugli studi del paesaggio sonoro della campagna romana, si delineerà l’approccio per lo studio del paesaggio sonoro della Grecìa Salentina, attraverso i contributi dei consulenti scientifici del progetto: Raffaele Rauty (docente di Storia del pensiero Sociologico presso l’Università di Salerno), Eugenio Imbriani (docente di Antropologia Culturale presso l’Università del Salento) e Luigi Chiriatti (ricercatore e direttore editoriale).

In concomitanza  sarà allestita l’istallazione “Stanza del Suono”, in cui si offrirà un suggestivo spaccato artistico delle prime attività di ricerca condotte dall’equipe di Mappa Sonora, unitamente con i suoni rilevati nelle più celebri ricerche sui paesaggi sonori del passato.

Per contatti ed info:

Kurumuny

tel. 0832 801577

info@kurumuny.it

A.d.V. Follevola

follevola.wordpress.com

Taranta nella Rete

tel. 0832 303707

infotnr@gmail.com

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Posted in c'est moi on Novembre 12, 2009 by ireneleo

aSono nata il 12 del mese dei morti. Nei paraggi della falsa estate di San Martino. Pertanto ho amato la vita fin da sempre ed odiato le false apparenze, in virtù di una estate che ho bramato sempre e dovunque.
Sono alta poco più dei miei vorrei, incido le stelle con la lingua, quando la sera le lecco via dal nero della semplicità fatta di burro e zucchero. Non so bene quale sia il mio posto qui. Comincio col credere che non serva saperlo, l’urgenza è essere capitani del battello che si conduce, l’urgenza è del viaggio. Io mi riscopro viandante sin da che di anni ne avevo uno, al massimo due ed a volte incerta e con le mani protese, cercavo di carpire l’orizzonte facendomi avanti, protesa verso il sole. E’ l’immagine che più mi racconta, mi dispiega, mi disvela, mi racchiude, come un abbraccio rotondo, senza dolore. Gli spigoli quanti spigoli ho avuto però il ‘piacere’ di captare ed incrociare da vicino, gli spigoli per quanto li abbia odiati mi hanno dato senso e profondità. Vi ho impattato spesso, assumendo la forma che ora mi brilla dagli occhi, una forma da amare o odiare senza riserve. Le mezze misure le reputo una non scelta, un non detto, un non voluto, un niente, un grigio omologato al senso degli altri. Mi riempio la gola di zucchero e sale in eguale misura, con sorrisi e lacrime che siano. Non mi importa, no, non mi importa di nascondere ciò che sento o provo. Un pò per coraggio un pò per pura incoscienza o voglia di andare oltre, trovo forza ed ardimento nel mostrarmi senza armatura.
Poi a volte mi rilego gli strappi la sera quando nessuno mi guarda, imperfetta dissonanza di una volontà che crede ed avanza, delittuosa nel modo di muoversi ovvero di uccidere se stessa. Ma testarda e fenicea al punto tale da risorgere senza vana gloria. A parte questo, a parte la mia piccolezza ed il mio -tentativo- di leggere gli spazi ed i segni dei passi, a parte la mia avversione per i carciofi e per il colore verde choc, nonchè per i ragni e le formiche….sento oggi dinnanzi al ‘red carpet’ dei 29 anni, di essere diventata una persona per il quale il tempo compie una rotazione inversa, sono esattamente la stessa anima curiosa e libera di dieci o venti anni fa, e questo non necessariamente fa di me una persona migliore, ma una persona viva, che ancora crede in una qualche verità.

Irene

L’esordio di Irene Leo: Sudapest

Posted in Articoli, Recensioni, Sudapest con i tag , , , on Novembre 11, 2009 by ireneleo

Si dice che l’incipit conti molto, in un libro. Se è così, quello di “Sudapest” (di Irene LEO; Besa Edizioni – Poet Bar, pgg.60,) è decisamente accattivante : “Corre il tempo su pattini a rotelle, le vedo, sfuggite a qualche mente distratta,stridule di pietra calcarea bianca. Polvere sugli intarsi delle ombre finemente concesse allo sguardo. Scoscesa la veste su anche sottili e dorate di sole, quelle di voci infantili e tiepide, affacciate all’albore della signora vita”.
C’è il Salento, non più luogo della memoria, ma della vita quotidiana: con le sue assenze e il suo accento, che si legge e si ascolta non fra le parole ma fra le immagini e i suoni. C’è il trionfo di una sinestesia prevaricante, perché la Leo non è mai monosensoriale, neppure nelle virgole: i suoni si vedono, le parole si guardano, gli uomini si odorano, i cieli si toccano. Sensuale e terrena, ma con lo sguardo sempre catturato dall’aria, senza distinzione fra prosa e poesia, nel realismo integrale dell’immaginazione. Narrazione povera di fatti ma ricca di eventi, atemporale, perché tutto è sospeso eppure vivente. Personaggi maschili come specchio di un’anima femminile, ovviamente barocca ma senza frivolezze, abituata a cibarsi di pane e poesia fin dall’infanzia.

Dialoghi secchi captati da ricettori ipersensibili nascosti nell’anima, come una spia del tempo e del luogo; embrioni di storie e di ricordi, che un giorno verranno raccontate, quando la scrittura accetterà la banalità del tempo e del luogo; storie per ora solo annunciate, e racchiuse nella sintesi che vuole essere poetica sempre e comunque, senza se e senza ma, anche omettendo di produrre versi, perché è questa l’inclinazione, musicale e fantasiosa, della scrittrice.

“Sudapest” racchiude il germe di storie future , ed è scritto su un pentagramma neppure troppo occultato .“Sonate”, infatti, sono definiti, i capitoli, o i quadri, affidati all’intepretazione della lettura – la Leo scrive per leggere, prima ancora che farsi leggere – che non sarà mai uguale ogni volta che sarà reiterata, come avviene per i pianisti di talento. Provare per credere.

Contrasti. Modalità espressive che da liriche diventano crude, senza passare per la prudenza del preavviso: “Quando apri le ali ancora e ancora, non trovi il mio corpo come nido a sorreggere le tue sottili braccia bianche di luna, né le rose asperse tra profumi di noi, e liquidi di pelle madida di amore a rendere loro vita”. Ma, poco dopo: “Le mie dita, invece, sono già ferite da scheggia di cane, dove mai più sorgerà primavera. Il miracolo non accade..”
L’arte è semplice: dar vita ai pensieri sotto forma di parole. Pensieri, quindi, non meri significati: tinte , sensazioni, deformazioni dell’anima , ultrapercezioni, temperature, rumori . Esprimibili in nessun altro modo che questo. La concatenazione logica che dà luogo al linguaggio arriva dopo, perché i significati sono già catturati nel momento che precede l’atto della scrittura. Scrittura che quindi ne fluisce già depurata e libera dall’ansia di spiegare e raccontare. Scrittura ad alta definizione.
Sessanta pagine sono poche , e sono abbastanza. Poche per mantenere le promesse, abbastanza per renderle ambiziose, e giustificare l’attesa di percorsi più lunghi, lavori più strutturati. In “Sudapest” c’è l’autosufficienza del fatto compiuto, e la scommessa di future imprese. Si giustifica da solo, è scrittura pura, che non cerca compiacenza del lettore, si offre senza compromessi, non evoca similitudini di vita, non parla a chi legge di lui stesso. Non nasce per piacere, bensì per l’impellenza di esistere. Energia che, com’è noto, può stemperarsi solo sulla carta. Un atto di altruismo, dopotutto, oltre che di libertà.

Vincenzo Ciampi

http://www.vincenzociampi.it/

Visioni

Posted in Dettaglio, Voci dall'etere on Novembre 4, 2009 by ireneleo

…E questa sera carica d’inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori…

S. Quasimodo

Ciao Alda!

Posted in Poesia, Voci dall'etere on Novembre 1, 2009 by ireneleo

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.

Alda Merini - “La Terra Santa” 1983

Fulmine di Irene Leo

Posted in Videoaudiopoesia, visioni con i tag , on Novembre 1, 2009 by ireneleo

“Ottobre in Poesia”: presentazione lavori “Laboratorio di poesia”

Posted in Comunicato, Dettaglio con i tag , , on Ottobre 31, 2009 by ireneleo

Sabato 31 ottobre, Collepasso,( LE)  alle ore 18.00, presso la Sala Conferenze del Palazzo Baronale, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ottobre piovono libri”, presentazione e lettura dei lavori del “Laboratorio di poesia” tenuto dai proff. Luigi Frassanito e Vittorio Errico e frequentato da alunni della Scuola media.

Intervento finale della poetessa collepassese Irene Leo.

La manifestazione è organizzata da Comune, Istituto Comprensivo e Biblioteca di Collepasso.

Su “Ctonia”

Posted in Dettaglio, Poesia, Scheggia on Ottobre 31, 2009 by ireneleo

Nigredo # 1

oracle

 

Ho la pelle piena di eclissi e sugli occhi la Luna si sparge senza fiato…
Piano piano si allarga il varco della bocca, trascende sulla lingua
l’effluvio nero di ortiche sincere.
Si addolorano le dita, vedove di promesse e cortesie.
Si annida saltellante l’onice sferico,
sulla curva blanda della prospettiva dei piedi…(…)

Irene Leo

 

 

 

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