Noi ragazzi di oggi Noi
Pubblicato su Articoli, Letterature&Recensioni, Racconti con i tagGalimberti, Irene Leo, L'ospite inquietante il Maggio 17, 2008 da ireneleo
Il titolo di questo articolo era il ritornello di un fortunato singolo anni 80. Mi ci sono imbattuta giorni fa, lo davano su una radio old style. Ma vorrei usarlo come pretesto per una riflessione attuale. Chi siamo realmente noi giovani e cosa cerchiamo o vogliamo dal sistema? Galimberti in un’intervista/presentanzione del suo ultimo libro “L’ospite inquietante” afferma che i giovani di oggi stanno male, vivono un disagio disatroso che non ammette risoluzioni con rimedi classici, e cosa grave solo gli operatori di mercato se ne accorgono. Stanno male non per questioni esistenziali, è un disagio culturale quello attuale, figlio di un nichilismo che annienta ogni scala di valori. I giovani si trovano tra le mani una scala di non-valori assoluta, senza riferimenti ed orientamento. Il nischilismo -continua Galimberti- questo ospite inquietante, è entrato nella loro psicologia , nelle radici del tempo facendolo convergere verso un’assenza di futuro, diventato da promessa, inquietudine: da che la scelta di vivere eslcusivamente nel presente all’estremo. Non tutti i giovani chiaramente sono in questa condizione, ma molti sì, assumono questa dimensione che comporta una svalutazione della realtà. La scuola non riesce ad ottenere il loro impegno, l’alfabetismo emotivo dilaga, e non si sa cosa dire, come esprimere le emozioni, il che sfocia spesso nei percorsi disperati della droga, ovvero un modo per anestizzare la vita, ed essendosi persa la misura delle cose, sono portati all’esperienza estrema, la morte. La soluzione sarebbe quella di creare curiosità verso le proprire virtù, ovvero metter luce sulla ricchezza che si portano dentro, farli innamorare, per giungere all’arte del vivere, imparando ad investire su di sè. Se i giovani sapessero appassionarsi alle proprie capacità, lasciandole fiorire, forse -continua- l’ospite inquientante, il nichilismo, non passerebbe invano. Le vicende odierne di cronaca, ci mostrano la concretezza di queste parole, di queste riflessioni. Mancanza di amore su tutto,e precarietà dei sentimenti, io aggiungerei. Specchio di un presente assurdo e paradossale. Se è vero che noi giovani abbiamo perso la “bussola”, credo che la causa non sia solo intrinseca al problema, ma vada ricercata in una concausa “là fuori”. Sono la prima a credere che che non si debba peccare di “vittimismo”, ma non scordo che chi c’era prima di noi, non ci ha fornito le basi e lo spazio per distendere le ali prima del volo verso la realizzazione personale ed un futuro cui si accenna su. Meditiamo dunque, meditiamo tutti, giovani e meno giovani. Ciò che abbiamo attorno è specchio consapevole del nostro modo d’essere. Se la società siamo noi, è arrivato il momento di far cambiare quel “noi”.
Irene Leo
































